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martedì 19 marzo 2019

Game Over


Questo blog termina qui.



A quasi sei anni dalla sua partenza, mi sono reso conto che lo scopo su cui si fonda non ha più ragione di esistere.
I libri pessimi continuano a imperversare, e parlarne male non è servito a nulla se non a farmi diventare antipatico.
Smetto di criticare.
Mi ritiro nel silenzio
Come me dovrebbero farlo molte altre persone che parlano e parlano.
Buon proseguimento con le vostre letture.
Freereader

domenica 5 agosto 2018

Lo Squizzalibro di domenica 5 agosto 2018


Dire che questo caldo mi ha stufato sa tanto di inutile retorica, e è quindi meglio saltare l’argomento.
Passiamo direttamente agli indizi.



1 – Il libro di oggi è un altro romanzo.
2 – Qualcuno è arrivato a definirlo un “romanzo storico”, perché analizza nei minimi particolari un ben determinato evento storico. Ma dal momento che tale evento ha solamente una precisa e circoscritta collocazione all’interno di una vicenda di fantasia, io non lo definirei così.
3 – L’autore è statunitense, uno degli autori più celebri tra quelli attualmente in vita. Uno di quelli dalla produzione sterminata, uno di quelli che sembra che qualsiasi cosa scriva sia destinata ad avere successo.
4 – Il romanzo, oltre alla storia, esplora anche una delle tematiche più care agli autori di fantascienza (della quale il nostro non è considerato un esponente).
5 – Indizio che vi renderà la cosa enormemente più facile: il titolo è costituito solamente da una data.
Poi accusatemi di fare le cose difficili. Sarà il caldo.
Freereader



domenica 22 luglio 2018

Buon compleanno a me


Luglio 2018.
È appena trascorso, e mi stava passando di mente, il quinto compleanno di Freereader e di questo blog.
Il 7 luglio 2013 vedeva la luce il primo post nel quale illustravo le tematiche di cui avrei trattato e da allora poco è cambiato in queste ultime e nell’organizzazione generale, e tantomeno nel layout.
Un pochino statico, direte.
Ma che volete, si tratta sempre di coerenza: preferisco impiegare il tempo a leggere e commentare che perderlo per andare a cercare fronzoli superflui.



Non starò a fare consuntivi, resoconti, statistiche o proiezioni, principalmente perché me ne manca la voglia, ma la colonna delle etichette qui a destra si è allungata a dismisura ed è possibile che se qualcuno fosse interessato a sapere cosa ne penso di un autore è possibile anche che ce lo trovi. Come immagino succeda a tutti, ad alcuni ho dedicato più post e ad altri meno, ma penso che sia normale che ognuno abbia le sue preferenze, no?
In effetti la cosa che ancora mi soddisfa è sbugiardare le pubblicità false, i luoghi comuni triti e ritriti. Sembra che oggi sia obbligatorio parlare bene di qualsiasi notizia/evento/avvenimento/romanzo/affermazione/film/operaqualsiasi senza stare tanto a sottilizzare se questa meriti davvero o sia solo una puttanata incommensurabile. L’importante è parlarne bene, è essere politicamente corretti.
Da qui nasce un controsenso apparentemente incoerente: in effetti non mi piace leggere puttanate e cerco di non incapparci, ma quando purtroppo capita non mi tiro indietro e dico ciò che penso, anche se ciò si scontra con il pensiero di tanti.
Al contrario amo le cose buone e parlo bene di molti, ma come mi hanno fatto notare in diversi sono più divertenti i post in cui stronco qualcuno.
Bene, l’importante è che mi diverta io. E se non a leggere perlomeno a dire come la penso.
Delusione per i miei affezionati più critici: ultimamente ho letto diversi buoni libri e quindi nei prossimi post leggeranno di alcuni romanzi giudicati positivamente (e quindi magari non così spassosi come avrebbero voluto.
Ma pazientate, l’occasione non mancherà di certo (purtroppo).
Freereader



domenica 24 dicembre 2017

Lo Squizzalibro di domenica 24 dicembre 2017

È Natale! È Natale! Gli angioletti sbatton l’ale! Sull’altare un cherubino… basta, mi fermo qui perché quando mi viene in mente questa tiritera vado sempre a finire nel blasfemo. E invece i soliti luoghi comuni sostengono che a Natale non si devono dire parolacce, che dobbiamo essere tutti buoni, fare del bene, perdonare i torti subìti e, insomma, dare prova concreta di essere politicamente corretti.
Che a me invece questo fatto sta proprio sui non va proprio giù, e più invecchio e peggio è: il mio livello di tolleranza nei confronti del prossimo e di cosa possa pensare è in continuo calando e raggiunge valori vicini ad uno zero tondo sulla scala Kelvin proprio in questi periodi nei quali le convenzioni sociali la fanno da padrone.
Vogliamoci bene! Ma perché? Se mi stai sul cazzo tutto l’anno, come faccio a fare finta di niente e ad amarti sotto Natale? Non ci riesco proprio a essere così ipocrita. Se durante tutti gli altri mesi riusciamo a ignorarci anche quando ci sfioriamo per strada, per quale motivo sotto Natale dovremmo pure sbaciucchiarci?
È per questo motivo che in questo periodo cerco di uscire il meno possibile, faccio quei pochissimi regali di cui non posso proprio fare a meno e me ne sto a casa o tuttalpiù nel bosco dove più freddo è e meglio è, così agli altri passa la voglia di fare passeggiate e non rischio di incontrare qualcuno.
Misantropia? Di sicuro può essere che stia crescendo anche questa di pari passo con l’età e con le ernie del disco, e se per queste ultime sono solamente io a soffrirne, mi dispiace un po’ che la prima possa essere fastidiosa anche per quelli che sono obbligati a starmi intorno.
Ma in fondo in fondo, mica poi così tanto.
Passiamo agli indizi che è meglio.




1 – Il libro di cui indovinare il titolo in questa vigilia di Natale è un fumetto. O meglio, al giorno d’oggi va di moda dire una graphic novel, un romanzo a fumetti (qualcuno questo sintagma lo coniuga al maschile, un graphic novel, un romanzo grafico, ma dal momento che in italiano la parola “novella” è femminile, come traduzione preferisco usare questa invece che “romanzo”).
2 – L’autore è statunitense e famosissimo. Perlomeno nell’ambiente del fumetto. Come romanziere famoso non lo è, dal momento che questo di cui stiamo parlando è il primo romanzo a fumetti che ha pubblicato.
3 – Primo sì, ma dopo una lunga carriera di fumettista ai vertici, nella quale ha dato alle stampe soprattutto saggi a fumetti che sono diventati, oltre che famosi, veri e propri testi di studio in tutto il mondo sulla materia nella quale è esperto. Non vi dico qual è questa materia che altrimenti sarebbe troppo facile. Per darvi un indizio, pensate alla metanarrativa.
4 – I temi trattati in questo romanzo a fumetti sono i rapporti umani, l’introspezione psicologica, le difficoltà di comunicazione e l’arte. Come si stabilisce il contenuto artistico di un qualcosa? Chi è che sancisce se una determinata opera contiene o meno una valenza artistica da prendere in considerazione?
5 – Come opera prima il nostro eroe c’è andato giù pesante: quasi 500 pagine di graphic novel, a colori, un volumone cartonato che non sfigurerebbe in qualsiasi libreria e che sicuramente ha tenuto impegnato l’autore per diversi anni.
Va be’, auguri.
Freereader

giovedì 21 dicembre 2017

Piccolo consuntivo di fine anno

Buongiorno a tutti, buon Natale, buon Capodanno, buone Feste eccetera eccetera. Pieghiamoci a queste anacronistiche convenzioni, facciamoci gli auguri e facciamo finta che vada tutto bene. Del resto anche il nostro premier non si esime dal ricordarci in ogni telegiornale che la situazione è buona, siamo usciti dalla crisi, l’occupazione è in aumento e pensate positivo.
Ma dove? Ma che film ha visto?
Capisco come il dire “siamo alla frutta” da parte di un primo ministro possa essere un pochino demoralizzante, ma per lo meno stai zitto che fai più bella figura.




In realtà questo non vuole essere un consuntivo del blog come ho già fatto in un paio di occasioni: non ho nessuna voglia di andare a ripescare nel già pubblicato per ricavarne delle statistiche. Mi sono accorto però che questo che state leggendo è il seicentesimo (udite udite: 600!) post che ho elargito all’etere, e mi è venuto spontaneo fare qualche considerazione.
Chi mi segue dall’inizio, vale a dire da quattro anni e mezzo a questa parte, si è letto più o meno 1300 pagine di recensioni ed esternazioni varie del sottoscritto, cioè tante da farne ben più di un più che corposo romanzo del quale tanto, se avessi scritto quello, non chiamandomi Bruno Vespa e non essendo amico di Fabio Fazio, non sarebbe fregato un cazzo a nessuno.
Perché oggi va così: se non sei amico di qualcuno importante i tuoi libri cadono subito nel dimenticatoio. Contano più le tue amicizie, importanti, s’intende, che la tua capacità di scrittura, la tua bravura. Viviamo in un’epoca in cui impera la mediocrità, prospera il dilettantismo e domina l’ipocrisia; in cui sono poche le persone che sono in grado di dare un giudizio vero su una qualsiasi opera e di quelle viene tenuto conto e non di coloro che berciano più forte o sono già conosciuti magari per tutt’altre ragioni. Tra le quali non rientra il saper giudicare se una cosa è bella o brutta. Oggi chiunque, per il fatto che si è impegnato cinque minuti in una qualsiasi creazione, pretende che gli venga riconosciuto il (presunto) valore di ciò che ha fatto, e ovviamente non ha neanche la capacità di valutarselo da solo. Dannoso per tutti, ma soprattutto per il protagonista.
Un esempio terra terra: ho amiche le cui “poesie” vengono osannate su faccialibro da stormi di galline starnazzanti che ne vengono tanto colpite da strapparsi i capelli e innalzare la “poetessa” di turno al rango di un dio. Quando in realtà ciò che la “poetessa” scrive non sono altro che quattro parole messe insieme liberamente perché “suonano” bene senza rispettare il minimo criterio di appartenenza alla categoria della poesia. Il problema di queste lodi indiscriminate è poi che la ”poetessa” di turno crede davvero di essere brava e continua, insiste, persevera, si autocompiace per meriti infondati, fino a perdere la capacità di migliorarsi perché non sa più distinguere i giudizi veri da quelli del pollaio e anzi, l’incombente saccenteria la porta a non prendere in considerazione a priori i giudizi negativi sulle sue poesie. Che invece non potrebbero farle altro che bene. Fra parentesi, ogni riferimento a persone realmente esistenti, qualora qualcuno ve ne riscontrasse, è puramente intenzionale.
Bah. La pianto qui, perché mi sto accorgendo che il contenuto di questo seicentesimo post sta diventando deprimente, e dal momento che in questi giorni sto leggendo due libri che rappresentano il non plus ultra della depressione (sia pure in tematiche del tutto differenti fra loro), so già che anche le prossime pubblicazioni non porteranno ventate di allegria su questo blog.
Speriamo meglio nel settecentesimo.
Freereader

domenica 19 marzo 2017

Lo Squizzalibro di domenica 19 marzo 2017

Quest’ultima settimana l’ho passata in giro per congressi dai titoli altisonanti e dal povero contenuto, nei quali si è impiegata la maggior parte del tempo ad ascoltare meno che mediocri politici incensare se stessi e il proprio operato.
Deprimente.
Il fatto abnorme è che i congressi riguardavano la mia professione, al lato tecnico della quale è stata riservata una misera percentuale del tempo a disposizione preferendo dedicarne la maggior parte al politichese più terra terra, infarcito di leccate di culo ai politicanti di turno da parte degli esponenti più sordidi della burocrazia imperante nel mondo degli enti pubblici.
Quando ho fatto notare la cosa a quello che avrebbe dovuto essere un mio rappresentante ufficiale, e se non sarebbe stato meglio piantarla di invitare politici a un congresso di, e per, tecnici,  lui mi ha risposto che sono i politici che fanno le leggi. Secondo lui questo giustificherebbe sia gli inviti che le leccate di culo, amen.
Sarà che difetto di molto in diplomazia, ma non mi sembra la strada giusta da percorrere. Un politico che gradisce reiterate leccate di culo per operare più o meno giustamente secondo me dovrebbe solo essere tolto dai coglioni al più presto. Ma, come dicevo, la diplomazia non è il mio forte, così a un certo punto mi sono staccato dal contesto e mi sono messo a esplorare il contenuto letterario del mio cellulare alla ricerca di un romanzo che mi consentisse di estraniarmi sufficientemente dalle idiozie degli oratori di turno.
Ce l’avevo. L’ho iniziato e finito nella durata dello stesso congresso.




1 – L’autore del libro da indovinare (e che mi ha consentito di superare interi eoni di tedio puro) è donna (donna?), giovane (relativamente), famosa (parecchio), strana (ancora di più).
2 – Dimenticavo: centroeuropea con tendenze di appartenenza alla globalità.
3 – Ha scritto tonnellate di romanzi, una peculiare caratteristica dei quali è che in genere sono romanzi brevi, tra le cinquanta e le cento pagine (proprio giusti per un congresso noioso).
4 – Il romanzo da indovinare è una confessione scritta in prima persona.
5 – Ma esplora anche in parte i meccanismi perversi della scrittura e degli scrittori che, come è scontato, persone tanto normali non sono…
Bene, nessun congresso in vista per la settimana entrante. Sospiro di sollievo.
Freereader

domenica 8 gennaio 2017

Lo Squizzalibro di domenica 8 gennaio 2017

Buona domenica a tutti e benvenuti al primo appuntamento del 2017 con lo Squizzalibro. Il quiz di oggi ve l’ho fatto facile facile, perché capisco che cominciare la giornata festiva con diversi gradi sotto zero non è che sia poi così agevole.
Qui in casa Freereader è ghiacciata anche la vasca dei pesci, l’acqua non vuole saperne di uscirne dai tubi, i cani non vogliono saperne di uscire dalle cucce, i gatti continuano a rompere i coglioni perché dia loro da mangiare, l’editor continua a dormire imperterrita fregandosene beatamente di tutto. Tutto nella normalità. E i nuvoloni neri che vedo fuori della finestra non promettono nulla di buono: va a finire che nevica pure. Speriamo perlomeno che il freddo faccia fuori un po’ di zanzare.




1 – L’autore del libro da indovinare è britannico, molto conosciuto e con una ventina di opere al suo attivo tra romanzi  e stesure per il teatro.
2 – In realtà l’autore nasce come storico di professione, e solo dopo essere entrato come ricercatore in un’Università inglese si dedica allo scrivere e diventa famoso fin dalla fine degli anni settanta.
3 – Da alcune sue opere sono stati tratti film dei quali ha curato lui stesso la sceneggiatura, e molte delle sue pièces teatrali sono state rappresentate in tutto il mondo. In Italia alcuni suoi pezzi sono stati ripresi e portati in scena dalla compianta Anna Marchesini.
4 – Il suo libro da indovinare oggi è un romanzo che rappresenta bene lo stile saturo di humour britannico, ma anche di amarezza esistenziale, di cui lo scrittore satura i suoi libri.
5 – Voi come vi comportereste se tornando a casa dopo essere stati a teatro scopriste che sono passati i ladri e hanno portato via tutto?
Ve l’avevo detto che oggi l’avrei fatta facile, scommetto che molti di voi l’avranno anche già visto a teatro. Via che c’è da fare: devo dare da mangiare ai gatti, rompere la lastra di ghiaccio e nutrire i pesci, portare dentro la legna per il fuoco, andare a comprare qualcosa per il pranzo, mandare una lavatrice e cominciare a cucinare.
E il mio editor continua a dormire indisturbata.
Freereader

mercoledì 13 luglio 2016

Freereader ha compiuto 3 anni!

E festeggiamo anche noi. Pochi giorni fa Freereader ha compiuto il suo terzo compleanno, e quasi quasi non me ne accorgevo io stesso: il 7 luglio di 3 anni fa questo blog vedeva la luce con il primo post che illustrava le tematiche di cui avevo intenzione di trattare.
E di cui poi ho trattato, viva la coerenza.




Mi sembra ieri, ma da questo ieri ad oggi di post ne ho pubblicati quattrocentocinquanta ― dico, quattrocentocinquanta, più di mille pagine, tre romanzi buoni ― che a farci mente locale significa un mucchio di tempo che avrei potuto dedicare ad altre amenità quali guardare la televisione, passeggiare per il corso o visitare centri commerciali. Peccato che queste cose non mi piacciano più.
Invece ho letto e recensito ben più di trecento libri, contribuendo nel mio piccolo ad alzare le statistiche riguardanti i numeri del Lettore Medio Italiano, che altrimenti sarebbero ancora più deprimenti di quanto non siano.
A questo proposito ricordo quando, qualche anno fa, in occasione dell’apertura di una nuova libreria nella mia città, libreria (patetica) aperta e subito chiusa dopo pochi mesi, alcuni intervistatori improvvisati fermavano i passanti con un sorriso domandando loro: “Quanti libri compri in un anno? A – da 1 a 5, B – da 5 a 10, C – da 10 a 20?” Lo hanno chiesto anche a me. Alla mia risposta: “Tra i 50 e i 150, più o meno”, gli intervistatori mi sono apparsi spaesati, forse a causa del fatto che nel loro questionario non riuscivano a trovare la corrispondente casellina da barrare. Roba da andare in confusione, davvero. Ma torniamo a noi.
Ho commentato quasi duecentocinquanta autori, e dal momento che una buona parte di loro li ho stroncati non è che ciò abbia contribuito a farmi avere nuovi amici. Ma chissenefrega, quanno ce vò ce vò, dicono a Roma. Non ricordo se già vi ho detto che mi sono rotto le palle di ascoltare trasmissioni ― senza fare nomi ― in cui inneggiano alle più solenni porcate senza un briciolo di vergogna e sembra che non passino loro tra le mani libri meno che stupefacenti, quando in realtà la maggior parte della roba che si pubblica oggi è meno che mediocre. Qualcuno lo deve pur dire.
Ma per chi faccio tutto ciò? Ma per voi che mi state leggendo, ovvio. Forse qualcuno si sarà chiesto in quanti siete voi che leggete le cose che scrivo. Ve lo rivelo ora: nei giorni in cui pubblico un post, pubblicizzato solo su FB, questo blog registra in media tra i 30 e i 50 contatti, con punte anche più alte se parlo di un libro o di un autore famosi. Il giorno in cui finora ho avuto il massimo di visite è stato il 2 giugno del 2014 con 151 persone che hanno letto la recensione su Il giorno dei morti di Maurizio de Giovanni (meritava davvero). Non sono i numeri di Grillo o Jovanotti, ma mi accontento.
Pochi ma buoni. Certo, se sparassi cazzate come il padre di Justin Halpern di contatti ne avrei molti di più e forse ci guadagnerei anche qualcosina, ma che vuoi farci, va bene così, sparare cazzate non è mai stato nelle mie corde.
E anzi, a voi pochi vi ringrazio tutti per la fedeltà e l’interesse dimostrato, e state tranquilli, ancora non mi sono stufato di scrivere le cose che penso e continuerò su questa strada senza cambiare di una virgola.
Stay tuned!
Freereader

giovedì 19 novembre 2015

Avvertenza!

L’altro giorno è apparsa nei giornali online questa notizia:
Uno scrittore arriva a prendere a bottigliate in testa la persona che ha osato criticarlo?
Cavoli! Non vi siete mai chiesti perché pubblico questo blog con uno pseudonimo?



Oltre a Snoopy, al quale perlomeno qualche dubbio viene, di gente che scrive romanzi ce n’è di tutti i tipi. Come dice Gianrico Carofiglio nel suo libro di racconti Non esiste saggezza: “È una categoria variegata quella degli aspiranti scrittori. Ci sono i normali, i depressi, gli ingenui, gli esaltati. I pazzi…” e, come già ho avuto modo di esporre in altre occasioni, soprattutto queste ultime quattro categorie di scrittori in genere non accettano che i propri scritti vengano criticati. Guai a dire a qualcuno che la sua opera fa schifo!

È un giudizio che per quanto soggettivo non viene mai accettato perché ovviamente non condiviso dall’autore della schifezza che, anzi, la giudica la miglior cosa che sia mai stata scritta al mondo. Forse solo perché di opere ne ha lette in tutto altre cinque o sei, ma soprattutto perché su quell’opera, anche se è venuta fuori una schifezza (ma l’autore non se ne rende mai conto), lui ci ha lavorato, ci ha faticato sopra, ci è rimasto concentrato per mesi, ci ha spremuto sudore e ci ha messo tutto ciò che aveva dentro ritrovandosi alla fine stremato e svuotato, e sentire un perfetto sconosciuto che alla fine gli dice “guarda, è una palla immane, illeggibile, dovresti come minimo riscriverla daccapo…”, capisco bene come questa non sia una cosa che fa molto piacere.
Il problema è che nella maggior parte dei casi l’autore non possiede la capacità di valutare obiettivamente il proprio lavoro (tranquilli, Stephen King sostiene che non ci riescono nemmeno gli scrittori affermati), e questo succede perché l’autore stesso non ha letto e non legge abbastanza, ma da qui a rintracciare il critico e sbattergli una bottiglia sulla testa non è che sia una cosa tanto normale e indica la presenza di complicazioni psichiche che vanno ben oltre il saper svolgere un’autocritica consapevole.
Bene, l’avvertenza del titolo di questo post consiste nell’informare tutti gli eventuali interessati che, nella vita reale, Freereader non fa la commessa in un negozio come la sventurata dell’articolo: l’autore di questo blog è un tipo alquanto nervoso e iperattento, piuttosto ben piantato, esperto di arti marziali, e oltre alla lettura ha un’insana passione per i coltelli e le motoseghe e gira sempre armato.
Se qualche scrittore al quale ho stroncato o stroncherò un lavoro intendesse mettere in campo una rimostranza attiva… a buon intenditor poche parole.
Freereader

venerdì 9 ottobre 2015

Il Premio Nobel 2015 per la Letteratura

Lo ha ottenuto la bielorussa Svetlana Alexievich!
Viene da chiedersi: e chi cazz’è?




Mai sentita nominare. Un po’ come era successo per Alice Munro (Nobel 2013) e Patrick Modiano (Nobel 2014). Questi perfetti sconosciuti (almeno per me) che prendono il Nobel per la Letteratura mi lasciano basito.
Leggo in rete che Svetlana Alexievich è una scrittrice e giornalista che si è sempre occupata di cose allegre come la guerra in Afghanistan e il disastro di Chernobyl, e i responsabili del Nobel hanno ritenuto che fosse più meritevole di Haruki Murakami o di Philip Roth per il suo modo di “raccontare i nostri anni e far capire cosa è rimasto del comunismo dopo il crollo dell’Unione Sovietica”.
Leggo anche che secondo molti giornalisti questa assegnazione ha un significato fortemente politico, essendo la scrittrice stata perseguitata per i suoi articoli contro il regime dittatoriale di Aleksandr Lukasenko. Ma una volta per queste cose non davano il Premio Pulitzer? Capisco alle volte i premi politici, ma non ritengo che il giornalismo sia letteratura. Sarebbe come assegnare il Premio Nobel per la Chimica a Piero Angela. Va be’, il paragone non è un gran ché azzeccato, ma ci siamo capiti.
Bene, dovremo documentarci.
Ma credo già che andrà a finire come per Modiano o la Munro: i buoni propositi ci sarebbero anche, peccato che manchi una spinta forte!
Freereader

domenica 6 settembre 2015

Lo Squizzalibro di domenica 6 settembre

Che stanchezza (e dillo a me!). Dopo un periodo di super impegni mi sento veramente a terra (arifacci…). Che poi, fosse stanchezza fisica si potrebbe anche risolvere: basterebbe stendersi e rilassare muscoli e ossa (sai che scoperta…), ma per la stanchezza mentale questo a poco servirebbe. Il cervello funziona sempre e stai sempre a pensare alle cose a cui non dovresti (va bene, sei stressato, chissenefrega, ce li dai questi indizi?).
Ma passiamo subito allo Squizzalibro di oggi, perché tanto se sei stanco non importa un cazzo a nessuno e tanto vale dire sempre che stai benissimo: oh, ciao, come stai? Magnificamente, grazie! E sono tutti contenti, si parli d’altro (a questo mi sa che la stanchezza gli ha dato alla testa…).




1 – Anche per oggi il libro da indovinare è una biografia (un’altra? Ma anche quindici giorni fa…) sì, lo so, sono ripetitivo ma che volete, quando sono fatte bene le biografie a me piacciono, e scavando nella vita di qualche personaggio che merita si vengono a scoprire cose interessanti.
2 – Stavolta è la storia della vita di un personaggio scomparso da pochi anni, direi attualissimo (Lucio Battisti? Fabrizio De Andrè? Lucio Dalla?).
3 – No. Non così famoso. Anzi, famosa lo è stata, perché si parla di una donna, ma solo all’interno di una cerchia di persone non propriamente ristretta ma in un certo senso elitaria (cavolo, stavolta mi hai incuriosito… sarà mica Margherita Hack? O Elvira Sellerio?).
4 – Perdincibacco, come ti è venuto in mente? Non è nessuna delle due ma ti sei avvicinato parecchio… Ti dirò di più: la donna di cui si parla è stata una delle colonne portanti della cultura italiana, ed è scomparsa nel 1995 (ah be’, ma così è troppo facile!)
5 – L’autrice della biografia è anch’essa donna: una giovane scrittrice italianissima, romana de Roma,  da poco emersa fino a raggiungere i vertici del panorama letterario nazionale (oohhh, era ora che facevi spazio a qualche giovane, altro che Wilde e Brecht!).
Ma stattene un po’ zitto, che sono stanco e mi fa anche un po’ male la testa (arichissenefr…) e ti avverto, giusto perché sono buono, se hai già indovinato aspetta qualche giorno a precipitarti in libreria, perché questo libro prezioso è ancora introvabile… (ma… come? Introvabile? Ma che scherzo del…) no, dai, abbi pazienza solo per pochi giorni, dopodomani ti spiego tutto.
Freereader

giovedì 3 settembre 2015

Elenchi e liste

Qualche giorno fa una cara amica mi ha rivolto tramite la rete una domanda di quelle che al solo pensare di rispondere in maniera razionale mi prendono i sudori freddi, mi si annebbia la vista, mi si sconvolgono le budella e cado rapidissimamente in uno stato di deliquio incosciente dal quale è difficile riemergere se non dopo aver preso un caffè seguito da un grappino, acceso una sigaretta e rimboccato le maniche.




La domanda era questa:
Mi faresti una lista di dieci libri secondo te "necessari"?
Dopo essere passato nell’ordine per tutte le fasi di cui sopra, mi sono accinto a digitare una risposta, la “mia” risposta, pur sapendo che la destinataria non ne sarebbe rimasta soddisfatta. Tolti i riferimenti personali, eccola qui parola per parola (la mia amica può testimoniare):
Per quanto riguarda la lista, mi sono chiesto spesso in passato quali libri avrei inserito in un mio elenco ideale di libri "indispensabili": non sono mai arrivato ad una conclusione, così come non ho mai deciso neanche quale libro poter mettere al primo posto in assoluto dei preferiti. Me ne chiedi dieci, ma anche se me ne avessi chiesti cento mi sarei sempre domandato: perché "questo" sì e "quell'altro" no? Ho deciso che non vale la pena compilare liste che in ogni caso sarebbero estremamente soggettive e discutibili. Il caso è diverso se mi avessi chiesto: se dovessi scegliere "un solo" libro da portare con te in un'isola deserta, quale sceglieresti? Allora ti risponderei la "recherche" di Proust a colpo sicuro, per la profondità, la complessità e la raffinatezza e non ultima la lunghezza. Pur non essendo il mio libro preferito in assoluto. Il discorso è troppo complesso per poterlo racchiudere in una lista finita.
Al giorno d’oggi sembra che uno degli sport preferiti di alcuni giornalisti sia quello di compilare liste di libri. Nei giornali on line se ne trovano ogni giorno: I Dieci Migliori Libri Da Spiaggia; I Quindici Romanzi Storici Più Inventati; I Venti Gialli Che Non Leggerete Mai; I Venticinque Romanzi Rosa Da Non Leggere Ma Da Esibire Obbligatoriamente Sul Tavolino Del Salotto; I 25.768 Libri Assolutamente Necessari Nella Vostra Vita e così via. Non se ne può più.
Molto tempo fa andavo a guardarle, per curiosità, anche tenendo conto della debolezza congenita che mi porta a dover leggere ad ogni costo un libro consigliatomi da un amico, ma dopo breve tempo ho rinunciato: mi sono reso conto che quei giornalisti non fanno parte della cerchia dei miei amici.
Come avrete già visto dai contenuti di questo stesso blog, io sono un lettore compulsivo e onnivoro e ricavo dalla lettura un appagamento intimo che è necessariamente diverso da quello provato da qualsiasi altra persona. Sono diversi i modi di pensare, i caratteri, le sensibilità, le risposte di cui si è in cerca, oltre all’esperienza pregressa, e non è detto assolutamente che ciò che piace a me piace anche a te o viceversa. Esempio: il mio editor e io, nonostante il pressoché simile (ed enorme) quantitativo di libri letti da ciascuno e nonostante le affinità elettive che ci hanno anche fatto finire col coabitare (!!!), in fatto di letture abbiamo gusti molto diversi e, oltre a divergere nelle opinioni sui libri letti da entrambi, ci troviamo a ignorare del tutto alcuni autori cari all’altro per la semplice ragione che non ci piace come autore.
Con queste premesse, come posso stabilire che un libro è necessario per un’altra persona? Impossibile. Mi direte: va be’, tu dimmi la tua poi decido io, ma anche per questo valgono le righe scritte sopra. Non ti posso dare una lista, ti dovrei spiegare per ogni opera il perché la ritengo degna di considerazione. Ma del resto, non è quello che sto facendo su queste pagine?
L’importante è leggere, leggere, leggere. Di tutto e di più. Capiteranno occasioni in cui si rimpiangeranno le scelte, ma saranno episodi necessari e ben presto soppiantati dalla soddisfazione di essere incappati in qualcosa di pienamente soddisfacente.
Anche se a te, cara amica, non ho proprio alcun bisogno di spronarti…
Freereader

venerdì 26 giugno 2015

Considerazioni moderatamente deprimenti

Non avrei mai pensato che proprio in occasione del secondo compleanno di questo blog avrei dovuto imporre un rallentamento nel ritmo di pubblicazione delle recensioni (evvai! Era ora…), ma erano anni che non mi capitava un periodo così denso di impegni da non riuscire a leggere nemmeno una riga: sono oberato al punto da non poter dedicare al mio passatempo preferito nemmeno cinque minuti al giorno.
(Leggi al bagno, coglione…) Ci sarebbe rimasto il bagno… lì devi passarci per forza, ma quello è riservato da sempre alla Settimana Enigmistica.




Lo so che non ve ne frega niente (bravo!) e che ognuno ha i propri cazzi da gestire eccetera eccetera, ma giusto per darvi un assaggio di queste giornate, dalle sei di mattina fino al momento in cui crollo:
Attività giornaliere primarie:
-         Fare da tassista al figlio appiedato.
-         Fare da chef privato alla moglie golosa.
-         Riservare un tempo variabile dalle 4 alle 8 ore all’editing (da incubo) di un catalogo monumentale (e speriamo che non facciano troppe storie quando chiederò loro il conquibus).
-         Tenere una parte della mente concentrata su un romanzo in divenire sul quale l’autore mi ha chiesto un aiuto per la sistemazione.
-         Pensare ogni tanto alle cose che mi piacerebbe scrivere (quelle “mie”).
-         Tra una cosa e l’altra controllare il Forum del quale sono uno dei moderatori.
-         Correre a destra e sinistra come una trottola per incontrare clienti del mio lavoro (quello “vero”).
Attività intermittenti:
-         Assistere a conferenze promettenti che invece si rivelano deludenti e tediosissime.
-         Presenziare con sospetto a inaugurazioni solenni con tanto di sindaco e vescovo che invece si rivelano sorprendentemente rapide e piacevoli nonché veri e propri attentati per il fegato.
-         Partecipare (purtroppo) a presentazioni di libri scritti da conoscenti.
-         Sopportare angoscianti sedute dal dentista.
-         Varie ed eventuali (di queste chissà perché ogni giorno ce n’è una).
Capirete quindi che se dopo cena oso solamente sedermi in poltrona, mi addormento dopo cinque secondi, e se per caso una volta a letto prendo un libro, non riesco a leggere nemmeno un paragrafo e crollo con la faccia sulle pagine aperte risvegliandomi del tutto rincoglionito (io pensavo fosse una situazione naturale…).
Ma abbiate pazienza (ecco, quella proprio mi manca…), non appena ci sarà un allentamento della tensione, o perlomeno non appena avrò terminato di editare quel catalogo (speriamo che ti ci voglia ancora qualche mese…), riprenderò a godermi qualche scrittore che merita (lo spero!) e a farvene partecipi. Buona giornata!
Freereader

lunedì 22 giugno 2015

La nascita di Freereader

In realtà, questo post volevo intitolarlo: Non fidatevi di nessuno, non fidatevi della televisione e nemmeno di vostro padre, e men che meno di ciò che leggete sui giornali. Ma, a parte che come titolo sarebbe stato davvero troppo lungo, esso avrebbe fornito fin dall’inizio una specie di morale che invece, come nelle favole, andrebbe rivelata solo alla fine del racconto. E poi così è più intrigante.
Avete presente i più grandi personaggi dei fumetti? Prima o poi, di tutti quanti è uscita un’avventura in cui sono state raccontate le loro origini: Il primo morso di Spiderman; Tex Willer e le tre “p”: pugni, pannolini e pallottole; La culla kryptonitica di Superman; Batman quando era ancora uno sfigato; Diabolik e il biberon assassino e così via, e su questa scia  ho deciso di raccontarvi le vere origini di Freereader e di come è nato questo blog, tanto bene in concomitanza con il suo secondo compleanno.
Mettetevi comodi.




Era una giornata buia e tempestosa… stavo parlando con una mia amica giornalista nella redazione di un quotidiano locale e lei si stava lamentando di non avere il tempo per scrivere le recensioni ad alcuni libri che le erano giunti in omaggio affinché, appunto, fossero commentati sul giornale per un briciolo di pubblicità.
Non ricordo di chi dei due fu l’idea, fatto sta che al termine della conversazione eravamo d’accordo sul fatto che lei mi avrebbe regalato quei libri, e io ne avrei scritti i commenti. La criptica firma “Freereader” mi venne spontanea. Libero lettore: come mi sono sempre sentito.
Il tutto naturalmente a gratis. Ma che vuoi. Va be’, del resto mi diverto, e sarebbe anche una maniera di impinguare la mia biblioteca.
Sì, magari.
I libri che le arrivavano non richiesti in redazione erano tutti capolavori di self publishing, del tipo di quelli che io come Valutatore stavo già bocciando in maniera seriale, ma in questo caso gli autori, non soddisfatti del responso delle case editrici alle quali li avevano dapprima spediti, se li erano pubblicati da soli con ovvi risultati.
Mascherando la delusione lessi una silloge di poesie (puah!), ne scrissi una recensione sincera e solo moderatamente cattiva, pure abbastanza ironica, perfetta (a mio parere) per un quotidiano di provincia bisognoso di risollevare un po’ il tono, e la spedii all'amica giornalista.
Lei mi fece notare che non avevo mica capito.
«Le recensioni devono essere tutte positive!» disse.
«Positive?» chiesi (con solo un pizzico di stupore).
«Positive!»
«Ma queste poesie fanno schifo.»
«Non importa, non possiamo parlarne male.»
«E perché mai?»
«È la linea editoriale del giornale.»
«Quale linea, quella di sparare cazzate?»
«Così vuole il Direttore.»
Non c’era più altro da dire. A malincuore riscrissi il pezzo tentando di osservare quelle insignificanti poesie da una diversa angolazione. E man mano che scrivevo scivolavo in una sottile spirale di nervosismo: Freereader. Libero lettore. Libero lettore un cazzo! Ma tant’è.
Attingendo alla capacità tipica di qualche Gemelli di essere capaci di parlare sia male che bene di qualsiasi cosa, individuando quelli che in un concetto possono essere aspetti negativi ma allo stesso modo essendo perfettamente in grado di ribaltarne del tutto il significato, la nuova recensione venne splendida, di quelle che, se l’avesse fatta propria Fabio Fazio in tivvù, la porcata avrebbe venduto millemila copie.
«Perfetta» disse la mia amica e la pubblicò in un battibaleno. E ci credo, pensai, a rileggere le mie parole l’avrei comprata anch’io, quella collezione di merdine.
La cosa buffa fu che l’autrice delle merd poesie contattò la mia amica manifestando il suo incommensurabile entusiasmo per il modo veramente superbo con cui il recensore aveva saputo cogliere lo spirito che lei aveva voluto infondere nella sua opera. Non ebbi parole. Ci sarebbe mancato anche che avesse preteso di conoscermi di persona.
Credeteci, tutto vero.
L’avventura con il quotidiano terminò alla seconda recensione, fotocopia della prima. Detti forfait di mia spontanea volontà. Non potevo proprio continuare a scrivere mucchi di cazzate per opere che se fossero arrivate in casa editrice non ne avrei proseguito la lettura oltre la seconda pagina. Ero di nuovo disoccupato, metaforicamente parlando, ma l’idea di far sapere al mondo il mio parere, quello reale, sulle cose che leggevo non mi usciva dalla mente.
A questo punto intervenne l’esperto informatico di casa. Mia moglie. Che sia un esperto informatico è pura realtà: gli informatici sono come i fisici, sempre persi in un mondo loro, contatto con la realtà prossimo allo zero, ma ogni tanto sono capaci di tirare fuori idee geniali.
«Potresti mettere su un blog» se ne uscì una sera.
«Un che?» La mia conoscenza dei meandri del web si limitava a permettermi di aprire la posta elettronica.
«Un blog, una specie di diario online
«Un diario? E chi dovrebbe leggerlo?»
«Tutti quelli che sapranno che esiste.»
«E in questo diario che ci dovrei scrivere?»
«Quello che ti pare.»
Quello che ti pare.
Q-u-e-l-l-o-c-h-e-t-i-p-a-r-e.
QUELLO CHE TI PARE!
Furono queste le parole risolutive.
Mi documentai, cercai di tradurre le successive ed enigmatiche spiegazioni della consorte e trovai che, in fondo, non serviva mica chissà quale conoscenza informatica né il tutto risultava così difficile. A parte i problemi continui di connessione. Grazie, Telecom.
E così è partita quest’avventura. Ora che sono leggermente (ma proprio di poco) più scafato mi rendo conto che questo, rispetto ai tanti altri blog letterari che ho visitato in seguito, sempre intervenendo quasi niente nelle discussioni, è un blog grezzo, terra terra, senza orpelli, senza finezze tecniche né ornamenti grafici: il tempo che impiego a compilarlo preferisco passarlo a scrivere, piuttosto che ad abbellirlo. Ma è del tutto sincero.
Ah, già, la morale.
Non vi fidate.
Non fidatevi della televisione, e non fidatevi dei giornali. Se un giornalista percepisce uno stipendio da chicchessia, è ovvio che prima o poi sarà da costui costretto a sparare cazzate. Vi potreste fidare, e moderatamente, solo di chi queste cose le fa per passione, senza avere un qualsiasi secondo fine. In futuro potreste non dovervi fidare nemmeno del sottoscritto: se e quando qualcuno si farà avanti offrendomi una retribuzione per queste recensioni, sarà allora che dovrete cominciare a dubitarne.
Ma non temete, vi avvertirò prima.
Lo Scrittore

sabato 13 giugno 2015

Avviso ai naviganti

Salve a tutti. Oggi non ho alcuna recensione da proporvi… (bene!) no, aspettate, su, non fate così, non vi disperate, capisco come la cosa sia terribile ma non dovete farne un dramma, non intendo proprio sparire del tutto, e continuerò a consigliarvi per le vostre scelte culturali… (ettipareva… ne andasse bene una!).




Il problema è che ultimamente ho letto e leggo poco perché sono oberato di una marea di cose da fare, di piacevoli e meno, e questa situazione continuerà almeno per un paio di mesi, e, per quanto ciò mi faccia piacere,  non riesco a trovare il tempo né di leggere né di scrivere recensioni (continuasse così per un annetto o due…). Di conseguenza sarò costretto a rallentare il ritmo di pubblicazione dei post e volevo avvertirvene prima (sai che dispiacereacc, vuoi dire che non smetterai del tutto?).
Ma non disperate (lo sto già facendo, non mi vedi?), perché sono in preparazione degli interventi davvero fantasmagorici! Sto completando la recensione dell’ultimo romanzo di un tipo che conosco e del quale ho fatto personalmente l’editing (ecco, comincia con le recensioni interessate…), e dal momento che tra pochi giorni Freereader compirà ben due anni (e c’è da festeggiare?), coglierò l’occasione per raccontarvi la vera storia della nascita di questo blog!
Ed è ovvio che, sia pure a ritmo rallentato, continuerò a leggere e commentare per voi le mie letture (questo te lo potevi risparmiare…) e ad angosciarvi con i quiz domenicali (no! Lo Squizzalibro no!).
Bene. Come si dice… non cambiate canale, ne vedrete delle belle!
Freereader