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domenica 16 settembre 2018

Lo Squizzalibro di domenica 16 settembre 2018


Oggi è il sedici settembre. Tra qualche giorno saremo in autunno. Era ora.
E state sicuri che io non sono uno di quelli che tra un mese cominceranno a lagnarsi del freddo dopo essersi lamentati del caldo. A parte il fatto che il “vero” freddo non c’è più, preferisco mettermi una maglietta in più che non aver più null'altro da togliermi quando sto sudando da fermo.
Lo odio, il sudare non facendo nulla.
Ho sudato parecchio anche per leggere il libro che vi propongo di indovinare oggi. Ma non vi anticipo nulla, per questo ci sono i canonici cinque indizi:



1 – Il libro di oggi è un romanzo. Famosissimo. Uno dei romanzi più conosciuti del nostro Novecento, perché…
2 – …l’autore è italiano e molto rinomato.
3 – Come romanzo può essere considerato un giallo, perché c’è un assassinio, un assassinato e un omicida e i poliziotti che devono investigare fino a scoprire chi è stato ad uccidere.
4 – Una gran parte del romanzo è scritta in dialetto. Dialetti, dico meglio, più d’uno, e utilizzati soprattutto nei dialoghi tra i vari personaggi. Oltre alle numerose parole in dialetto stretto, delle quali a volte si ignora il significato né questo si riesce a estrapolare dal contesto, è pieno di termini ormai passati in disuso e, per par condicio, di termini creati ex-novo dall’autore.
5 – È una delle opere più conosciute di questo autore e rappresenta un’allegoria della società italiana in cui, purtroppo, la stupidità è una delle caratteristiche più salienti. È stato pubblicato per la prima volta in rivista in alcune puntate e solo 11 anni dopo in volume e poi ne hanno tirato parecchie edizioni, e ne hanno tratto persino un film e una serie televisiva.
Vi basta? Spero di sì. Dài, che oggi l’ho fatta facile.
Un Freereader mosso a compassione



domenica 5 agosto 2018

Lo Squizzalibro di domenica 5 agosto 2018


Dire che questo caldo mi ha stufato sa tanto di inutile retorica, e è quindi meglio saltare l’argomento.
Passiamo direttamente agli indizi.



1 – Il libro di oggi è un altro romanzo.
2 – Qualcuno è arrivato a definirlo un “romanzo storico”, perché analizza nei minimi particolari un ben determinato evento storico. Ma dal momento che tale evento ha solamente una precisa e circoscritta collocazione all’interno di una vicenda di fantasia, io non lo definirei così.
3 – L’autore è statunitense, uno degli autori più celebri tra quelli attualmente in vita. Uno di quelli dalla produzione sterminata, uno di quelli che sembra che qualsiasi cosa scriva sia destinata ad avere successo.
4 – Il romanzo, oltre alla storia, esplora anche una delle tematiche più care agli autori di fantascienza (della quale il nostro non è considerato un esponente).
5 – Indizio che vi renderà la cosa enormemente più facile: il titolo è costituito solamente da una data.
Poi accusatemi di fare le cose difficili. Sarà il caldo.
Freereader



domenica 6 maggio 2018

Lo Squizzalibro di domenica 6 maggio 2018


Avete presente quei libri di cui in qualche modo avete sentito parlare e che vi incuriosiscono al punto di pensare prima o poi lo leggo, prima o poi devo metterci mano, e che rimangono sospesi nella vostra considerazione come il rimpianto per un’occasione forse sfumata perché per una ragione o per l’altra non vi decidete mai ad iniziarli?
Io ne ho molti. Per fare degli esempi, tra i tanti: Infinite Jest di David Foster Wallace, L’arcobaleno della gravità di Thomas Pynchon (ce l’ho già nella mia libreria), Quer pasticciaccio brutto di Via Merulana di Carlo Emilio Gadda, Il Silmarillion di J. R. R. Tolkien  (ho già anche questo) e molti altri ancora.
In quel mio lungo elenco fino alla settimana scorsa c’era anche il libro protagonista del quiz di oggi, un titolo che da quando ne sono venuto a conoscenza diversi decenni fa mi ha sempre incuriosito sebbene non sapessi nemmeno quale ne fosse il contenuto. Non disponendone in forma cartacea me lo sono fatto scaricare dal mio hacker (moglie, editor, incubo) personale, e in questi ultimi giorni ho soddisfatto la curiosità.


Via con gli indizi:

1 – Il libro del quale rintracciare titolo e autore è un romanzo.
2 – Un romanzo importante, potente e strano, molto particolare, pubblicato subito dopo il termine della seconda guerra mondiale e la cui vicenda è ambientata temporalmente subito prima di essa. È un romanzo essenzialmente autobiografico ma che indaga oltre ad aspetti storici e letterari anche quelli psicologici ed esistenziali.
3 – L’autore è inglese, e questo è il romanzo più famoso dei pochi che ha scritto. Pubblicati, gli altri, quasi tutti dopo la sua morte che è avvenuta pochissimi anni dopo aver dato alle stampe questo suo capolavoro, per cause delle quali non è stato possibile appurare esattamente la dinamica. In parole più chiare non si è mai riusciti ad accertare se abbia voluto ammazzarsi da solo o se sia stato uno sbadato incidente di percorso.
4 – Da questo romanzo hanno tratto anche un film diretto da uno dei registi più famosi di questa terra e tra i cui protagonisti figurava la splendida Jacqueline Bisset.
5 – Il romanzo da individuare è situato nella top twenty dei libri in lingua inglese più importanti di sempre. Non vi dico né chi ha stilato la classifica né il posto esatto altrimenti sarebbe troppo facile: una ricerchina su google e via. E mi auguro non vi venga la voglia di cercare nella chilometrica lista dei film della Bisset.
Un’avvertenza: non l’ho ancora terminato, spero di riuscire a farlo in tempo per poterne scrivere il post per martedì. Abbiate fiducia! Pensate positivo, come continuano a dirmi sempre quando tutto sta andando a rotoli.
Freereader

domenica 1 aprile 2018

Lo Squizzalibro di domenica 1 aprile 2018


Buona Pasqua e buon primo d’aprile. Io non sono molto portato né per la religione né per gli scherzi, non amo farli e neanche riceverne, quindi trattiamola come una domenica piovosa qualsiasi e speriamo bene.
In compenso mentre scrivo sto mangiando la torta di Pasqua che abbiamo fatto ieri: le inevitabili sia pur minime variazioni nella realizzazione non l’hanno resa perfetta, dovremo tenerne conto l’anno prossimo. Ho anche assaggiato i primi asparagi di produzione propria, ma il freddo di questi giorni ne avrà già fermato la crescita e temo che la loro stagione sarà pessima come anno scorso. Fanculo.
Perlomeno ci fossero le letture a risollevare il morale, ma anche quelle si sono schierate dalla parte deprimente e un libro veramente buono non capita più tanto spesso.
Cambierà. Pazientiamo e basta. Intanto beccatevi questo quiz pasquale.




1 – Oggi parliamo di un libro di racconti.
2 – L’autore è ancora una volta statunitense e molto famoso. Ma mooolto famoso. Ma proprio famoso famosissimo. Lo conoscete tutti di sicuro, come uno di famiglia.
3 – Ma il suo mestiere non è quello di scrivere. È diventato famoso in tutt’altro campo, nel quale è proprio ai vertici della categoria avendo già conseguito reiteratamente quei riconoscimenti che vengono assegnati ai migliori, ai top dei top.
4 – Ovvio. Un libro di racconti vende solo se sei già conosciuto, sia in campo letterario che per qualsiasi altra cosa tu abbia fatto. Ha venduto non poco anche la raccolta di barzellette di Totti. Puoi anche essere il più bravo scrittore di questa terra, ma se non sei già famoso col cazzo che vendi un libro di racconti. Tanto per dare un’idea cambiando ancora settore, il nostro è famoso quanto un Usain Bolt, e se si fosse trattato di un politico sarebbe al livello di un Trump o di un Putin.
5 – Come tutti i libri di racconti che si rispettino, l’oggetto del contendere ha un filo conduttore che in questo caso è rappresentato da un attrezzo, un arnese comune di quelli che tutti abbiamo o abbiamo avuto nelle nostre case. Un aggeggio obsoleto, ormai passato di moda e diventato pressoché inutile ma che annovera una folta schiera di amatori nostalgici. Un po’ come i maschietti amanti della rasatura tradizionale che non sanno rassegnarsi ad abbandonare i vecchi sistemi per passare ai multilama usa e getta.
Freereader



domenica 11 marzo 2018

Lo Squizzalibro di domenica 11 marzo 2018


Zitti che un pallido sole ha cominciato a fare capolino da un paio di giorni e le temperature sembra inizino a risollevarsi.
La voglio prendere come una metafora positiva della situazione politica italiana. Ora che il bucciotto ha smesso di fare danni e sembra ripudiato anche dai suoi stessi sostenitori siamo pronti per andare avanti e cominciare a mettere le pezze sui disastri combinati dalla manica di imbecilli che si sono appropriati del potere negli ultimi vent’anni. Ci vorrà ancora tempo, è vero, ma perlomeno il 4 di questo mese una buona parte di nostri connazionali sembra essersi risvegliata dalla catalessi.
Forza col sole! Esci e non essere timido! La stagione degli asparagi sta per essere aperta ufficialmente e spero non sia pessima come l’anno scorso.
Ma bando alle ciance e passiamo al primo Squizzalibro del 2018. È tardi, vero, ma volevo aspettare le elezioni per lasciarmi permeare da un pochino di ottimismo.



Via con gli indizi:
1 – Il soggetto di cui parlerò nel prossimo post e del quale dovrete indovinare il titolo è un romanzo. Per essere più precisi è un prequel, cioè un antefatto, delle vicende di un famoso romanzo pubblicato una quarantina di anni fa. Che poi proprio antefatto non è: sarebbe meglio dire che è una vicenda parallela ai fatti di cui tratta il romanzo originario e che in quello non è raccontata.
2 – L’autore è statunitense, molto conosciuto soprattutto per le sue opere d’azione in cui i temi predominanti sono la droga e la mafia.
3 – Questo da rintracciare è un romanzo su commissione, nel senso che all’autore è stato proposto di scrivere un prequel di quel romanzo proprio dal suo agente letterario e lui, avendolo letto da poco tempo ed essendone rimasto entusiasta, dopo aver tentennato cinque minuti ha raccolto la sfida. E una volta terminato ha detto che a scriverlo si è divertito un sacco.
4 – Qual è il romanzo originario a cui il nostro ha dato seguito? È ovvio che anche questo non ve lo dico altrimenti sarebbe davvero troppo facile. Ma sappiate che è un romanzo d’azione che ho già recensito su queste pagine, che parla di intrighi terroristici e di filosofie orientali e il cui protagonista, del quale il nostro cerca di approfondire la psicologia, è uno dei personaggi letterari più interessanti che mi sia mai capitato di leggere,
5 – Indizio importante che vi renderà la ricerca più facile: anche questo romanzo, così come del resto quello da cui ha preso spunto, ha il titolo costituito da una sola parola. E non è detto che siano parole in lingua italiana.
Freereader




domenica 24 dicembre 2017

Lo Squizzalibro di domenica 24 dicembre 2017

È Natale! È Natale! Gli angioletti sbatton l’ale! Sull’altare un cherubino… basta, mi fermo qui perché quando mi viene in mente questa tiritera vado sempre a finire nel blasfemo. E invece i soliti luoghi comuni sostengono che a Natale non si devono dire parolacce, che dobbiamo essere tutti buoni, fare del bene, perdonare i torti subìti e, insomma, dare prova concreta di essere politicamente corretti.
Che a me invece questo fatto sta proprio sui non va proprio giù, e più invecchio e peggio è: il mio livello di tolleranza nei confronti del prossimo e di cosa possa pensare è in continuo calando e raggiunge valori vicini ad uno zero tondo sulla scala Kelvin proprio in questi periodi nei quali le convenzioni sociali la fanno da padrone.
Vogliamoci bene! Ma perché? Se mi stai sul cazzo tutto l’anno, come faccio a fare finta di niente e ad amarti sotto Natale? Non ci riesco proprio a essere così ipocrita. Se durante tutti gli altri mesi riusciamo a ignorarci anche quando ci sfioriamo per strada, per quale motivo sotto Natale dovremmo pure sbaciucchiarci?
È per questo motivo che in questo periodo cerco di uscire il meno possibile, faccio quei pochissimi regali di cui non posso proprio fare a meno e me ne sto a casa o tuttalpiù nel bosco dove più freddo è e meglio è, così agli altri passa la voglia di fare passeggiate e non rischio di incontrare qualcuno.
Misantropia? Di sicuro può essere che stia crescendo anche questa di pari passo con l’età e con le ernie del disco, e se per queste ultime sono solamente io a soffrirne, mi dispiace un po’ che la prima possa essere fastidiosa anche per quelli che sono obbligati a starmi intorno.
Ma in fondo in fondo, mica poi così tanto.
Passiamo agli indizi che è meglio.




1 – Il libro di cui indovinare il titolo in questa vigilia di Natale è un fumetto. O meglio, al giorno d’oggi va di moda dire una graphic novel, un romanzo a fumetti (qualcuno questo sintagma lo coniuga al maschile, un graphic novel, un romanzo grafico, ma dal momento che in italiano la parola “novella” è femminile, come traduzione preferisco usare questa invece che “romanzo”).
2 – L’autore è statunitense e famosissimo. Perlomeno nell’ambiente del fumetto. Come romanziere famoso non lo è, dal momento che questo di cui stiamo parlando è il primo romanzo a fumetti che ha pubblicato.
3 – Primo sì, ma dopo una lunga carriera di fumettista ai vertici, nella quale ha dato alle stampe soprattutto saggi a fumetti che sono diventati, oltre che famosi, veri e propri testi di studio in tutto il mondo sulla materia nella quale è esperto. Non vi dico qual è questa materia che altrimenti sarebbe troppo facile. Per darvi un indizio, pensate alla metanarrativa.
4 – I temi trattati in questo romanzo a fumetti sono i rapporti umani, l’introspezione psicologica, le difficoltà di comunicazione e l’arte. Come si stabilisce il contenuto artistico di un qualcosa? Chi è che sancisce se una determinata opera contiene o meno una valenza artistica da prendere in considerazione?
5 – Come opera prima il nostro eroe c’è andato giù pesante: quasi 500 pagine di graphic novel, a colori, un volumone cartonato che non sfigurerebbe in qualsiasi libreria e che sicuramente ha tenuto impegnato l’autore per diversi anni.
Va be’, auguri.
Freereader

domenica 5 novembre 2017

Lo Squizzalibro di domenica 5 novembre 2017

Fatemi fare in fretta che sono in partenza.
Il mio editor, in vena di magnanimità, mi ha regalato una vacanza di qualche giorno in una città che amo molto. Va a sapere cosa deve farsi perdonare… Ho già preparato la valigia e sto solo aspettando che lei finisca di prepararsi. Tamburellare di dita sul tappetino del topo: sì, ti ci vedo proprio.




Per cui andiamo subito con gli indizi:
1 – Il libro da indovinare oggi è un saggio. Uffa, un altro saggio… basta, non se ne può più!
2 – Ma è famosissimo, scritto a più riprese nel corso dei primi anni del secolo scorso e poi pubblicato tutto insieme per la prima volta intorno agli anni ’20. Vecchio, quindi. E poi ripubblicato in continuazione in nuove edizioni man mano che l’autore ci aggiungeva materiale. Sarà vecchio, ma è assolutamente fondamentale — se lo dici tu… — e tratta di aspetti basilari della nostra esistenza.
3 – L’autore è inglese: uno dei pensatori più importanti del ventesimo secolo. Ellapeppa, ti sei messo a leggere robe serie? Gli hanno anche assegnato un Premio Nobel per la Letteratura. Tanto di cappello…
4 – Non solo, si racconta che durante un suo soggiorno nelle galere di Sua Maestà abbia fatt0 infuriare il direttore del carcere perché questi era costretto a leggere tutto ciò che lui scriveva durante la prigionia per il suo dovere di applicare la censura sugli scritti dei detenuti prima che uscissero dal carcere. E al nostro non sono mai mancate le cose da dire. È stato anche in galera? Personcina per bene… Lo puoi dire forte: proprio in quel periodo in carcere ha scritto uno dei suoi trattati più famosi. Sicuramente un buon modo di passare il tempo in gattabuia!
5 – I concetti del libro di oggi sono stati ripresi e tradotti in modo più leggero nell’ultimo romanzo di uno degli scrittori che oggi come oggi vendono di più in tutto il mondo. Come a dire… nulla di nuovo sotto il sole.
Basta così, ho detto anche troppo e come Squizzalibro è diventato facilissimo. Non è da me. Ma stai zitto e vedi di non tardare troppo con la soluzione. E salutami Venezia.
Ma… come…?
Freereader

domenica 8 ottobre 2017

Lo Squizzalibro di domenica 8 ottobre 2017 (senza quiz)

Senza quiz perché la domandina di oggi è di una facilità irrisoria e non contempla nemmeno un libro, per cui vi fornisco subito la soluzione.
Chi si è aggiudicato quest’anno il Premio Nobel per la letteratura?



Qualche dritta:
1 – Una volta tanto è un autore conosciuto. Non come il francese Patrick Modiano o la bielorussa Svetlana Alexievich, e una volta tanto fa letteratura e non canzonette. Si vede che gli svedesi alla fine si sono sentiti in colpa e hanno deciso di tornare in carreggiata.
2 – L’autore che ha vinto il Premio Nobel per la Letteratura del 2017 è di nazionalità giapponese. Ma, a differenza di quanto si sarebbe portati a dire, il suo nome non è Haruki Murakami. E a dire il vero non sapevo nemmeno che fosse nella rosa dei papabili, ma ci stà. Per dirla tutta è giapponese ma naturalizzato inglese ormai da molto tempo.
3 – E scrive altrettanto bene quanto Murakami, ma è famoso a livello planetario più che altro per il film che è stato tratto da una delle sue opere, risalente al 1989, che incidentalmente è stato uno dei primissimi romanzi che ho recensito in questo blog. Lo potete trovare qui. Il film ha vinto una caterva di premi, meritatissimi come il successo del libro.
4 – In questo blog ho recensito anche un altro dei suoi romanzi, dalla tematica veramente atroce. Come conferma a quanto scrivevo da qualche altra parte, se non ricordo male in merito a un Premio Nobel cinese, se non ammazzi qualcuno nel modo più crudele possibile puoi pure scordarti di vincere il premio. E la recensione a questo secondo romanzo potete trovarla qui.
5 – Va be’, senza farla lunga più di tanto, per quelli che in questi ultimi due giorni non hanno letto i giornali fornirò (per una volta) anche la soluzione del quiz: il vincitore del Premio Nobel per la Letteratura del 2017 è Kazuo Ishiguro.


Un nome così incontestabile ci voleva proprio, se non altro per far riacquistare credibilità alla commissione del premio dopo tutte le polemiche che si sono tirati addosso per la scelta di Bob Dylan lo scorso anno.
Immagino che ne sarà rimasto sommamente contento anche Sir Anthony Hopkins.
Freereader

domenica 27 agosto 2017

Lo Squizzalibro di domenica 27 agosto 2017

Non ho mai sopportato i bambini.
Mai, fin da quando ero bambino io stesso.
Ma come, obietterete, come si fa a non amare i bambini?
Ci si riesce benissimo, credetemi, e non provo neanche alcun cruccio per questa mia mancanza di empatia nei confronti della bambinitudine. Si vede che in me il gene preposto al mostrarsi bendisposti in presenza di caratteri neotenici non ha funzionato un granché.
Ma come, direte ancora, sono così carini/dolci/teneri/innocenti/solari/eccetera eccetera…
Per me sono solamente dei rompicoglioni estremamente invadenti e innocentemente crudeli che ancora non hanno imparato a stare al proprio posto e quando, e se, finalmente lo impareranno sarà sempre troppo tardi. Che volete, ognuno ha le sue idiosincrasie.
Certo, quando mi è toccato di crescere mio figlio ho avuto parecchi problemi, a partire dall’avere in giro per casa quell’intruso piagnucoloso col quale non puoi avere un rapporto paritetico e non puoi farci proprio nulla. Ho risolto trattandolo sempre da adulto, spiegandogli tutte le cose come si farebbe con un adulto cretino e dicendogli sempre la verità, anche se questo presupponeva discorsi che la maggior parte dei genitori considera al di là della capacità di comprensione dei propri figli. Colpa dei genitori, non dei figli. Mai, e sottolineo mai, ho minacciato mio figlio con “non fare il cattivo altrimenti arriva il babau”, o “se ti fai male ti ci faccio la giunta” (frase che ho sempre odiato visceralmente), ma sempre e solo con “comportati come si deve altrimenti le buschi”, e visto che se non faceva il bravo poi le buscava davvero ci ha messo veramente poco tempo a imparare come comportarsi.
Calcio, napoletanità e bambinitudine non fanno parte del mio dna.
Ma se c’è una cosa che sopporto ancora meno del calcio, dei bambini e dei napoletani, sono le mamme dei suddetti bambini. Che parlano e parlano e straparlano in continuazione dei propri figli e si sentono in dovere di aggiornarti in tempo reale della cronologia particolareggiata delle loro giornate senza che tu ti sia mai sognato di chiedere loro qualcosa in merito. Però mi dicono che il cercare di far capire loro che non te ne frega proprio un cazzo di ciò che fanno i loro figli sia da maleducati, proprio socialmente scorretto, e allora non puoi fare altro che abbozzare, e solamente evitare in modo accurato qualsiasi tipo di contatto con le medesime.
Va be’, vi chiederete ora, ma come mai tutto questo panegirico solo un tantino politicamente scorretto?
Ovvio, vi rispondo io, perché il libro che vi propongo di indovinare oggi parla di bambini.
O quasi.




1 – Oggi parliamo di un romanzo di formazione adolescenziale. Sapete, quell’età in cui i bambini smettono (per fortuna) di essere bambini e cominciano a trasformarsi da rompicoglioni piccoli in rompicoglioni adulti.
2 – L’autore è statunitense. E più precisamente texano. Uno dei migliori scrittori attualmente sulla piazza mondiale. Uno che però verrà preso in considerazione per il Nobel solo quando la smetterà di inserire parolacce nei suoi libri. Ho già recensito diversi libri suoi e a me piace molto. E mi auguro che continui a scrivere le parolacce.
3 – Cosa strana nel romanzo non ci sono ammazzamenti, ai quali peraltro ci aveva abituato in parecchie altre delle sue opere. Così come viene trattato un altro tema caro all’autore: la condizione di vita di un ceto sociale situato molto in basso nella scala di valori americana: i derelitti, gli spiantati e le persone senza un futuro hanno sempre una grande rilevanza nelle sue storie.
4 – Ma anche il lato ludico: i pattini a rotelle assumono in questo romanzo un ruolo da protagonista assoluto.
5 – Oggi voglio essere buono: aggiungo che lo scrittore in oggetto è un affermato esperto di arti marziali e che ha anche inventato un proprio stile riconosciuto in molti paesi del mondo.
Stavolta è proprio facile, dài.
Freereader

domenica 6 agosto 2017

Lo Squizzalibro di domenica 6 agosto 2017

Uffa che caldo. Uffa che caldo. Ma che pizza, stai sempre lì a lamentarti! E l’estate è caldo, e l’inverno è freddo… e grazie al cazzo! È così che deve essere, punto. Mi sembra normale. Non resisto più, così è troppo. Mi sembri uno di quelli che fanno la lagna su Facebook, ti sei lamentato anche lì? Adesso non esageriamo, a quei livelli non mi abbasserei. Soffro in silenzio. Non mi pare, visto che ti lamenti qui. Il blog è… mio, e ci faccio quello che mi pare... ma lo sai che sei proprio una pizza? Con te non si può dire mai niente. Sempre lì a criticare. Parla uno buono, nelle ultime recensioni hai sparlato a destra e sinistra… Che colpa ne ho se mi capitano in continuazione libri meno che buoni? La serie continua? Speriamo di no! Anzi, il libro di oggi mi è piaciuto proprio! E meno male, di cosa si tratta?




1 – Il libro oggetto dello Squizzalibro odierno è una cronaca sportiva. Che sport? Quale avvenimento?
2 – Se ti dicessi queste cose sarebbe troppo facile. Ti dico solo che è la cronaca di un evento che qualche anno fa tutto il mondo ha visto in diretta televisiva. E sai che informazione! Tra l’altro c’ero anch’io, tra quelli che l’hanno visto. Ma chi se ne frega, l’occasione qual’era?
3 – Una gara all’ultimo sangue, una vera e propria guerra spietata tra due contendenti. Uomini? Squadre? Criceti?
4 – Quante ne vuoi sapere! Ti basti sapere che si tratta di sport, di uno degli sport più seguiti in assoluto, che nel periodo in cui si è disputato questo incontro raccoglieva quasi più seguaci del calcio. Ellapeppa! Popolare, allora. E l’autore?
5 – L’autore è uno degli scrittori statunitensi più famosi in assoluto, già recensito su questo blog per un’altra sua creazione e morto da pochi anni. Di solito faceva il romanziere ma non disdegnava anche altri generi di scrittura, saggi o, come in questo caso, cronache sportive.
Uffa che caldo…
Freereader

domenica 2 luglio 2017

Lo Squizzalibro di domenica 2 luglio 2017

Sorpresa! Un altro Squizzalibro a distanza di una sola settimana dall’ultimo. Non ve l’aspettavate, eh? Arieccoce… contento tu… Avevo già pensato da tempo di propinarvi un post su questo libro che posseggo da molti anni, fino a che l’altro ieri l’ho ripreso in mano, ne ho rilette delle pagine e mi sono detto: perché no? Ma non avevi proprio altro da fare?
Sì, in effetti avrei da fare, riparare i danni che lo scroscio improvviso dell’altra notte ha provocato sulle mie piantine, per esempio, ma il rileggere questo libro mi ha scatenato dentro uno spirito civico che… ve lo spiego martedì. Spirito civico? Tu? Ma fammi il piacere…




Via con gli indizi:
1 – Quello che dovrete indovinare oggi è un libro di storia. Di storia? Ma siamo tornati al liceo? Be’, dovreste già sapere che io leggo di tutto e non disdegno affatto qualche saggio ogni tanto. Sulle materie più disparate, l’importante è che siano interessanti.
2 – L’autore è italiano. O almeno presumo che lo sia. Il nome è italianissimo, ma cercando in rete notizie su di lui non ho trovato assolutamente nulla. Ci sono è vero diverse figure con il suo nome su Facebook o Linkedin, ma non avevo proprio voglia di andare a frugare nei loro profili per accertarmi che coincidessero con questo autore. È fortemente possibile anche che sia della mia stessa città, visto che…
3 – …il libro tratta un aspetto storico particolare di questa città. Molto, particolare. Ma molto molto. Fammi pensare, tutti i modi per preparare la torta al testo attraverso i secoli!
4 – Ancora più intrigante: tratta di un fenomeno che ha coinvolto l’intera Perugia dal tredicesimo al diciannovesimo secolo, comprendendo quindi quei 330 anni in cui è stata sottoposta alla tirannide papale. Ho capito. I sotterranei segreti della Rocca Paolina! La descrizione di tutti i sistemi utilizzati per sbarazzarci dei papi che ci facevano visita!
5 – Nulla di così blasfemo, benché… be’ sì, c’è di mezzo il sangue, e anche qualche ammazzatina… Diavolo, la cosa si fa veramente affascinante…
Vero? Chissà perché, se schiatta qualcuno i fatti si rivestono sempre di un interesse maggiore.
A martedì!
Freereader

domenica 25 giugno 2017

Lo Squizzalibro di domenica 25 giugno 2017

Durante un incontro con colui che considero il mio pusher personale di materiale musicale lo ho trovato che stava finendo di leggere la chicca che oggi vi propongo come Squizzalibro.
Visto che era alle ultime pagine ho atteso pazientemente che terminasse il libro, dopodiché glielo ho soffiato subito: non potevo lasciarmi sfuggire l’occasione.
Vi avverto subito che questo Squizzalibro è difficilissimo da indovinare, per cui, se non vorrete sentirvi frustrati per non aver saputo trovare il titolo, abbandonate subito questa lettura e mettetevi a fare qualcos’altro. Che ne so, dar da mangiare ai pesci o annaffiare le piantine dell’orto, che ne hanno bisogno.
No? Cocciuti? Va be’, poi non dite che non vi avevo avvertito.




Partiamo subito:
1 – L’autore del libro da indovinare è un inglese purosangue, famosissimo a livello planetario, ma non in campo letterario.
2 – Fatemi essere buono: vi informo che l’autore in questione di mestiere ha sempre fatto il musicista (è stato solo un puro caso: il mio pusher musicale legge di tutto); un musicista che ha venduto qualcosina di più di 150 milioni di dischi (e scusa se è poco! Ma non è Peter Gabriel, né David Bowie, né Mick Jagger, né…), e che, arrivato a essere anzianotto, ha deciso di scrivere…
3 – …il libro che dovrete scoprire. Che non sarebbe altro che una via di mezzo tra l’autobiografia, l’introspezione psicologica e l’analisi del rapporto con il proprio padre. Costui era un ufficiale della marina britannica, e non è che dapprima abbia preso molto bene il fatto che il figlio si fosse dato alla musica. Per poi accettare il fatto ed esserne anche contento.
4 – Il titolo del libro è stato ripreso pari pari dal titolo di una canzone dell’autore, che è stata scritta dopo la morte del padre e ne analizza il tema, e che ha suscitato molta emozione tra i fans del suo complesso. Quelli di uno, dei suoi due complessi.
5 – Un’altra cosa: l’ultima volta che il nostro musicista/scrittore si è esibito in un concerto dal vivo in Europa, non molti anni fa, lo ha fatto di fronte a ben… cinquecentomila spettatori! E questo restringe di molto la rosa dei papabili.
Vi avevo detto che oggi sarebbe stata difficile, ma in realtà con le indicazioni che vi ho dato potrebbe non esserlo poi così tanto. Del resto, di compositori/musicisti capaci di attirare folle oceaniche di gente ai propri concerti non è che ce ne siano stati molti.
Ma credo anche che sia possibile che quelli che oggi seguono Ariana Grande o Fabio Rovazzi non abbiano mai sentito parlare di lui.
Poveri.
Freereader

domenica 7 maggio 2017

Lo Squizzalibro di domenica 7 maggio 2017

A volte ho un pizzico d’invidia nei confronti di tutti quelli che scrivono cazzate su Facebook pensando che gli altri amino condividerle. Anime semplici, per le quali poche cose sono importanti e vanno salvaguardate e diffuse a tutti i costi, e che fanno il paio con quelli per i quali è di fondamentale importanza far sapere a tutti i conoscenti come si sono svegliati quella mattina.
Ma solo un pizzico, di sfuggita (e solo perché invidio loro quella ristrettezza di pensiero che rende tutto più piacevole). In genere gli interventi di queste persone mi sfiorano senza toccarmi minimamente e anzi, molto spesso mi fanno imbestialire perché si impossessano di quella sia pur minuscola frazione del mio tempo necessaria per ignorarli e che avrei potuto impiegare invece per leggere qualcosa di più interessante.
Potenza della libertà di permettere a ognuno di poter esprimere tutto ciò che pensa. Ma se ritieni che uno muoia dalla voglia di sapere in quale stato d’animo sei quando ti alzi, perché non costruisci un sito o apri un blog in cui chiunque potrebbe andare a informarsi delle tue condizioni a cadenza regolare senza vedersi costretto a leggerle pur non desiderandolo affatto? Di volontà sua e, soprattutto, in modo da evitare di rompere le palle a tutti gli altri.
Certo, c’è la fatica di tenerlo aggiornato a ogni levar del sole, che non è poca, ma vuoi mettere quanti “ma vai a cagare…” ti risparmieresti?
Chi si collega a questo blog ci viene apposta, e di solito la domenica lo fa sapendo di andare incontro alla frustrazione di non riuscire a indovinare il titolo del libro proposto.
Dai che oggi è facile…




1 – Il libro da indovinare oggi è una biografia. Aridaje co’ ‘ste biografie, direte. Ma che volete farci, informarmi su vita morte e miracoli di persone interessanti lo trovo piacevole, soprattutto quando sono scritte bene.
2 – L’autore è inglese, pressoché sconosciuto ai più ma famoso nella cerchia ristretta della sua professione: critico musicale, deejay, redattore di riviste del settore e scrittore di biografie di personaggi legati al mondo della musica.
3 – Il personaggio sviscerato è un musicista che famoso è dire poco: può essere considerato una delle icone del ventesimo secolo, uno dei componenti sostanziali della musica contemporanea, un uomo che dapprima ha contribuito a creare uno dei complessi più importanti mai esistiti e che poi si è costruito una carriera da solista come poche altre, uno showman impareggiabile, una figura carismatica oltre che nella musica anche impegnata a tutto tondo in iniziative civili e umanitarie. Si è capito che mi piace un mucchio?
4 – Vi dirò di più: l’uomo di cui si narra la vita è vivo e attivissimo a tutt’oggi, costruisce musica insieme a professionisti del rock ma anche accompagnato da orchestre sinfoniche e i suoi concerti dal vivo sono uno spettacolo unico e indimenticabile. Potete credermi: negli ultimi venticinque anni sono andato a vederne di persona pirsonalmente almeno quattro o cinque, ognuno diverso dall’altro e tutti di livello stratosferico.
5 – Ancora di più, e poi non venite a dirmi che centellino le informazioni: l’oggetto del contendere è anch’esso inglese, ma dal momento che si è innamorato del nostro paese ha comprato casa in Sardegna e passa una gran parte del suo tempo qui da noi.
Facile, no? Se non proprio il titolo del libro e il suo autore non avrete di certo difficoltà a capire chi è il personaggio di cui si sta parlando.
Ma ora basta, fatemi tornare su Facebook che devo assolutamente bloccare qualche decina di account in modo da non vedere più le nefandezze che pubblicano. Vediamo: mio padre… mia madre… mio fratello…
Freereader

domenica 9 aprile 2017

Lo Squizzalibro di domenica 9 aprile 2017

Mentre stavo scrivendo gli indizi da fornirvi per indovinare questo Squizzalibro (ebbene sì, li ho già scritti prima di mettere mano a queste righe, non partite anche voi dalla fine?), mi sono messo a ridere fra me e me perché mai come questa volta mi sono trovato in difficoltà: come vedrete proseguendo nella lettura sono stato ancora più criptico del solito.
E questo perché se mi fossi sbilanciato un briciolo di più avreste indovinato immediatamente di cosa stiamo parlando.  
Partiamo subito.




1 – L’autore del libro da indovinare è canadese, giovane ma già conosciuto per i suoi libri di critica e storia delle opere d’arte (personalmente prima della settimana scorsa non l’avevo mai sentito nominare).
2 – Il libro è un suo saggio (anche fin troppo esaustivo) su una celeberrima opera d’arte che, ovviamente, abbiamo noi qui in Italia.
3 – Vi piacerebbe che vi dicessi che opera è, vero? Ma sarebbe come rivelarvi il titolo del libro. Come darvi degli indizi senza citarla direttamente? È talmente famosa che qualsiasi cosa dicessi vi svelerebbe tutto, e allora addio giochino. Basterebbe addirittura che vi dicessi in quale città italiana si trova quest’opera, per consentirvi di capire al volo. Va be’, proseguiamo e vediamo come si mette.
4 – Stessa cosa per l’Autore di quest’opera: anche farvi un solo accenno alla lontana sarebbe come dirvi a chiare lettere il suo nome, da quanto è universalmente conosciuto in tutte le sue manifestazioni.
5 – E già vi ho detto troppo: abbinando il nome che non posso dire dell’Autore con il nome che non posso dire della città italiana in cui si trova quest’opera, già solo il fatto di sapere che non posso nominare queste due cose vi dovrebbe bastare per capire di che libro sto parlando. O perlomeno se non proprio il libro, almeno l’autore e l’opera.
6 ― Va be’, fammi essere buono: l’opera d’arte in questione è un dipinto. Del resto c’è un solo dipinto celeberrimo di quell’autore celeberrimo ubicato in quella città. E fidatevi, nel corso della vostra vita prima o poi vi sarà capitato di vederlo senz’altro, almeno in foto se non dal vero.
Sono stato anche troppo magnanimo dandovi sei indizi invece che i soliti cinque, anche se senza dire poi molto, ma stiamo parlando di una cosa talmente famosa che se mi fossi aperto un po’ di più sarebbe stato come rivelarvi chiaramente la soluzione. E mi rendo conto, rileggendo, che quanto ho scritto potrebbe a prima vista sembrare irrisolvibile, ma quando saprete la soluzione vi accorgerete che sarebbe stato veramente facile arrivarci.
Freereader

domenica 8 gennaio 2017

Lo Squizzalibro di domenica 8 gennaio 2017

Buona domenica a tutti e benvenuti al primo appuntamento del 2017 con lo Squizzalibro. Il quiz di oggi ve l’ho fatto facile facile, perché capisco che cominciare la giornata festiva con diversi gradi sotto zero non è che sia poi così agevole.
Qui in casa Freereader è ghiacciata anche la vasca dei pesci, l’acqua non vuole saperne di uscirne dai tubi, i cani non vogliono saperne di uscire dalle cucce, i gatti continuano a rompere i coglioni perché dia loro da mangiare, l’editor continua a dormire imperterrita fregandosene beatamente di tutto. Tutto nella normalità. E i nuvoloni neri che vedo fuori della finestra non promettono nulla di buono: va a finire che nevica pure. Speriamo perlomeno che il freddo faccia fuori un po’ di zanzare.




1 – L’autore del libro da indovinare è britannico, molto conosciuto e con una ventina di opere al suo attivo tra romanzi  e stesure per il teatro.
2 – In realtà l’autore nasce come storico di professione, e solo dopo essere entrato come ricercatore in un’Università inglese si dedica allo scrivere e diventa famoso fin dalla fine degli anni settanta.
3 – Da alcune sue opere sono stati tratti film dei quali ha curato lui stesso la sceneggiatura, e molte delle sue pièces teatrali sono state rappresentate in tutto il mondo. In Italia alcuni suoi pezzi sono stati ripresi e portati in scena dalla compianta Anna Marchesini.
4 – Il suo libro da indovinare oggi è un romanzo che rappresenta bene lo stile saturo di humour britannico, ma anche di amarezza esistenziale, di cui lo scrittore satura i suoi libri.
5 – Voi come vi comportereste se tornando a casa dopo essere stati a teatro scopriste che sono passati i ladri e hanno portato via tutto?
Ve l’avevo detto che oggi l’avrei fatta facile, scommetto che molti di voi l’avranno anche già visto a teatro. Via che c’è da fare: devo dare da mangiare ai gatti, rompere la lastra di ghiaccio e nutrire i pesci, portare dentro la legna per il fuoco, andare a comprare qualcosa per il pranzo, mandare una lavatrice e cominciare a cucinare.
E il mio editor continua a dormire indisturbata.
Freereader

domenica 23 ottobre 2016

Lo Squizzalibro di domenica 23 ottobre 2016

Allora, chi di voi farà parte dell’orda di fessacchiotti che calerà qui in città a comprare un pezzo di cioccolata al triplo del prezzo del negozio sotto casa vostra? Oggi ci sarà il clou di Eurochocolate, volete perdervelo? Spero per voi di sì, ma se invece non state nella pelle nell’attesa di sciropparvi qualche ora di auto, treno o pullman per poi ficcarvi in mezzo a un marasma di gente e fare code su code per aggiudicarvi un cioccolatino che neanche fosse oro per il guadagno di una sola persona, fate pure: non mi ci troverete.
Ho partecipato a una sola sessione di Eurochocolate, una delle prime, molti anni fa, giusto per vedere com’era e perché essendo la manifestazione all’inizio c’era un po’ di curiosità e ancora non ci si era resi conto bene della realtà delle cose.
Mai più.
I miei occhi hanno visto cose inenarrabili.
Fiumane di gente infinitamente meno civile dei tori alla fiera di Pamplona; orde di mamme impazzite per tenere a bada figli famelici più del lupo di Cappuccetto Rosso; bambini sanguinanti strattonati, urtati, allontanati dai genitori, spinti, calpestati da distinti signori in giacca e cravatta con lo scopo di rubare loro il pezzetto polveroso di cioccolato che avevano appena raccolto in terra; mature signore dallo sguardo spiritato e i foulard distesi a sacco,  retti a due mani davanti al seno e colmi di un’accozzaglia di roba marrone; vecchietti con la bava alla bocca e gli ombrelli aperti, sottosopra, agitati di qua e di là per catturare al volo le schegge schizzate via dagli scalpelli degli scultori all’opera su immensi blocchi marrone scuro ― cioccolata, forse… ― con le stecche degli ombrelli infilate negli occhi o fra le trecce di bambine singhiozzanti. Non una folla di umani ma una torma di bestie, nella peggior accezione di questo termine.
Non crediate che io abbia esagerato, tutto visto con i miei occhi, per un pezzo di simil-cioccolata gratis molti dei presenti avrebbero ucciso la propria madre.
Mai più.
Che poi tra Eurochocolate, i Baracconi, le partite del Perugia e della SIR, il mercatino del sabato, la Fiera dei Morti, le buche per le strade e le gallerie chiuse (prendesse un colpo secco a tutti i dirigenti dell’ANAS dal primo all’ultimo, nessuno escluso), questa città che amo tanto è diventata invivibile. Da addormentarsi per San Francesco e risvegliarsi come minimo a metà novembre. Prendesse un colpo anche ai dirigenti e ai politici del Comune va, già che ci siamo.
Va be’, perdonatemi lo sfogo asociale e passiamo all’appuntamento domenicale. Il libro che vi propongo di indovinare oggi…




1 – È un romanzo, pubblicato l’anno scorso e subito vincitore di un premio letterario. Ovvio che non vi dico quale altrimenti sarebbe troppo facile.
2 – L’autore, uomo, è italiano e giovane, visto che ha solo una trentacinquina d’anni
3 – La cosa rimarchevole è che tutti i cinque romanzi che ha pubblicato finora hanno vinto dei premi letterari.
4 – Dopo lungo ponderarci sopra ho stabilito che il tema del romanzo in ballo secondo me appartiene al genere dei romanzi di formazione, anche se…
5 – …dal titolo potrebbe sembrare che il contenuto sia molto più stuzzicante
Buona domenica! Non mangiate troppo, mi raccomando, e senza che veniate a Perugia se proprio volete un pezzo di cioccolata buona prendetevi una tavoletta di vera Luisa al negozio sotto casa.
Freereader

domenica 4 settembre 2016

Lo Squizzalibro di domenica 4 settembre 2016

Sono un po’ in ritardo sul mio consueto ritmo di pubblicazione perché sto leggendo un romanzo, consigliatomi da una lettrice di questo blog, che mi sta dando la stessa sensazione provata nel guardare il film La sottile linea rossa.
Ve lo ricordate? Film di guerra di qualche anno fa che ha ottenuto anche diverse candidature agli Oscar. Ero insieme ad alcuni amici e tutti abbiamo provato la stessa sensazione: il film inizia e tu speri che finisca subito. Non che sia fatto male o che sia (veramente) brutto, ma tu non vedi l’ora che finisca. Una scena si sussegue all’altra e tu non vuoi altro che tornartene a casa. Colpo di scena, ti auguri che finalmente sia finito, ma no, altre scene e altre avventure. Non termina mai, una dopo l’altra in un infinito susseguirsi di nuove vicende. Ci trovavamo tutti sull’orlo dell’esasperazione. Ecco! È finito! No, è un’ennesima finta, continuano ancora a combattere. Cominciamo ad alzarci in piedi e qualcuno inizia col dire di scaraventare il lettore di DVD dalla finestra. E ancora, e poi ancora, in un’interminabile sequela di riprese che ti domandi come mai la guerra sia finita da un pezzo ma da questo cazzo di film invece non si riesca a uscirne mai. Fino a che la butti sul ridere, ridi ogni volta che pensi sia terminato e invece ricomincia, ridi e cominci a ipotizzare dove ficcheresti al regista tutti gli Oscar che non ha vinto, uno dopo l’altro, uno per ogni nuova scena, in una sfilza infinita di statuette che così perlomeno si ricorda bene il perché alla fine non li ha vinti.
Quando il film è finalmente! terminato, a tarda notte, ha lasciato tutti stremati, tanto da far fatica a scrivere il nome del regista, M-a-l-i-c-k, sul libretto nero dei registi dai quali tenersi alla larga (nel mio libretto l’ho segnato proprio accanto a Wenders).
Ecco, il libro che sto ancora leggendo mi dà la stessa sensazione. Ma ve ne parlerò.
Per intanto ho trovato qualcosa da Squizzalibrarvi.



1 – Il libro che dovrete indovinare ha come tema la fantapolitica. Un po’ retrò, visto che la vicenda si svolge negli anni ’70 e quindi di quegli anni c’è più poco da scoprire.

2 – La vicenda si svolge in Italia in pieni anni di piombo, il protagonista è italianissimo ― addirittura un colonnello dei carabinieri ― e italiani sono la maggior parte degli altri personaggi.
3 – Perché ho tenuto a precisare che la maggior parte dei protagonisti sono italiani come se fosse una cosa strana? Perché l’autore italiano non lo è: chi ha scritto questo romanzo veniva dall’altra parte del mondo, nientedimeno che dall’Australia. Ho detto veniva perché purtroppo questo scrittore è morto, ma ha fatto in tempo a lasciarci una ventina di buoni romanzi.
4 – E pure se australiano l’autore ha descritto in modo mirabile una realtà tutta nostrana, tanto che, leggendo, non si direbbe proprio che chi ha scritto quelle pagine è straniero.
5 – Nel titolo c’è il nome di un animale che non siamo abituati a vedere tanto spesso. Australiano anch’esso? No, più semplicemente è un animale che di solito preferisce starsene nascosto…
E speriamo che di quest’altro romanzo se ne veda la fine…
Freereader