martedì 4 novembre 2014

Le cazzate che dice mio padre

Vi sono tanti modi di educare i propri figli quanti sono i padri esistenti, né esiste una sola persona che possa dire che un metodo è migliore di un altro.
In questo libro Justin Halpern ci racconta il sistema direi decisamente originale usato da suo padre Sam per crescere lui e i suoi fratelli, sistema che Justin ha scrupolosamente annotato per poi… ma lasciamo parlare l’autore: “Presi nota della frase, e quella sera la aggiunsi come firma al “non ci sono” del mio Instant Messenger. Da allora cominciai a riportare ogni giorno una perla di saggezza di mio padre. Quando un amico mi suggerì di creare una pagina su Twitter per raccogliere tutte le enormità che gli uscivano di bocca, inaugurai Le cazzate che dice mio padre. Per una settimana circa, ebbi giusto un pugno di visitatori … Una mattina scoprii che i visitatori erano diventati un migliaio. Il giorno dopo, diecimila. Poi cinquantamila. Poi cento, duecento, trecentomila…”
La conclusione: volete che qualcuno vi segua in rete?

Scrivete cazzate!!!


E da lì fino a milioni di contatti giornalieri, interviste, contratti televisivi, inviti a trasmissioni popolari, un libro da milioni di copie vendute e perfino una sit-com. Tutto per avere avuto un padre cinico ma schietto, senza peli sulla lingua né rispetto per l’acerba età dei figli, e per aver saputo sfruttare le sue stravaganti uscite. La frase di Sam con la quale Justin Halpern ha inaugurato il suo successo? Un insegnamento veterinario: “Guarda il buco del culo del cane, si vede dalla dilatazione che sta per farla. Guarda. Ci siamo.”
Esistono padri che quando un figlio viene piantato dalla propria ragazza lo consolano, soffrono con lui, cercano di risollevarlo dallo stato di depressione in cui è caduto perché ci sono passati e sanno cosa significa per un ragazzo la perdita di un amore. Sam: “Va bene, non hai mica bisogno di farmi tutta ‘sta manfrina di stronzate. Lo sai che puoi stare qui. Ti chiedo solo di non seminare in giro i tuoi stracci puzzolenti, non voglio vedere la tua camera da letto ridotta tipo postumi di un’ammucchiata. A proposito, mi spiace che la tua ragazza ti abbia scaricato.
Avete presente le raccomandazioni che si fanno ai figli quando si lasciano soli in casa? Quelle di Sam: “Telefonami se va a fuoco qualcosa. E non scopare nel mio letto.”
Sullo sconsigliare ad un figlio il vizio del fumo: “Non sei tipo da sigaro… Be’, la prima cosa che salta agli occhi è che lo tieni come se stessi facendo una sega a un topo.”
Al figlio piccolo disperato e in lacrime all’uscita dall’asilo: “Ah, l’hai trovato difficile? Be’, se l’asilo ti stressa, ho brutte notizie per te sul resto dell’esistenza.”
Oppure: “Ma i tuoi coetanei lo sanno come si usa un pettine? Sono conciati come se due scoiattoli gli si fossero arrampicati in testa per farsi una scopata.”
Justin Halpern è stato bravo a riportare le uscite del padre all’interno di un contesto di vita familiare normale, senza commentarle, rendendo le frasi lapidarie e il libro pieno di sarcasmo e spesso divertente. Considerate poi che Sam non è che sia uno scaricatore di porto, ma un medico rinomato nel suo ambiente, un uomo di una cultura sicuramente superiore che però non si trova molto a suo agio con i computer… “Lo so che cos’è Twitter. Mi parli come se non sapessi un cazzo. Bisogna far partire Internet per mettersi su Twitter.” Accompagnando le parole “far partire Internet” con il gesto di girare la chiavetta dell’accensione.
Dal racconto emerge anche tutta la tenerezza che prova un figlio per il padre e, al di là delle parolacce e del modo brusco di esplicitare i concetti, si può essere certi che alcuni insegnamenti che assumono la consistenza di vere e proprie perle di saggezza, se detti in maniera particolare, possono essere recepiti dai figli in modo che restino impressi indelebilmente nelle loro menti: “Hai quattro anni. Devi cagare nel water. Non è uno di quei negoziati in cui si fa tira e molla e ci si accorda a metà strada. Tu cagherai nel water, fine della trattativa.”
Detto inter nos, penso che per educare i figli questo sia un ottimo sistema.
Il Lettore genitore
P.S.: A proposito di questo libro, c’è un ottimo esempio di come molti commentatori in rete parlino di libri senza nemmeno averli letti. Se guardate qui:
troverete una recensione di questo libro nella quale viene riportata la frase che ho citato poco fa sul ragazzo piantato dalla fidanzata. Bene, il ragazzo abbandonato è il fratello dell’autore, non l’autore stesso, come invece la giornalista pensa che sia.
In che mondo viviamo…

Nessun commento:

Posta un commento