giovedì 15 maggio 2014

Perché ci sono solo donne?

Al corso di Scrittura Creativa iniziato lunedì scorso partecipano dieci persone. Tutte attente, motivate, volonterose, tutte pronte a prendere appunti quando elargisco loro qualche concetto interessante, tutte concentrate nel cercare di assimilare i consigli mirati a come riuscire a superare lo scoglio rappresentato dal famigerato Lettore della Casa Editrice.

Tutte donne.


Non dico che ciò non mi faccia piacere, anzi, ma tenete presente che ho superato da un pezzo la fase maschilista della mia vita in cui avrei potuto considerare una tale classe come un possibile ed invitante “parco prede”…
Dopo la lezione ci siamo fermati a chiacchierare nel giardino della villa che ospita il Laboratorio di Scrittura. In questa serata di metà maggio si comincia a stare bene anche fuori. Una delle partecipanti al corso se ne è uscita con la riflessione:
- Chissà perché a questo corso non ci sono uomini?
Bella domanda. Una risposta potrebbe essere che io sono di quel bello che non interessa gli uomini, e va bene così, ma non credo proprio che sia la soluzione giusta e taccio.
- Secondo me le donne sono più pronte a mettersi in discussione, - le risponde l’Editrice Somma, - e penso che siano anche più portate a condividere le proprie esperienze.
 - Sì, è possibile. O forse perché noi donne scriviamo più degli uomini? - le risponde un’altra ragazza.
- Non penso, - dico io, - i manoscritti che arrivano in redazione sono divisi più o meno equamente tra genere maschile e femminile.
- E allora? Qual è il motivo?
- Magari noi siamo più disposte ad uno scambio di idee sui nostri scritti, o cerchiamo conferme sulla loro qualità.
- Vuoi dire forse che non siamo sicure di noi stesse?
La ragazza che è intervenuta dovrebbe essere la femminista del gruppo.
- Non volevo dire questo…
- Ti assicuro che le donne si imbestialiscono come e più degli uomini, - intervengo io, - quando dici loro che la roba che hanno scritto non funziona.
- Davvero?
- Non c’è nessuno che prenda bene il fatto che gli si dica che ha scritto una porcata.
- Ma non potrebbe essere un modo diverso di recepire la pubblicità che è stata fatta?
- Può darsi, ma non penso sia solo questo - dice la ragazza che ha posto la domanda.
- Semplice: hanno paura.
E riecco la femminista.
- Non so, - dico, - secondo me più che paura è una questione di orgoglio.
- Potresti avere ragione. Il maledetto orgoglio maschile che non ti fa ammettere di avere bisogno di qualcuno che ti spieghi cosa c’è che non va nel tuo modo di scrivere. Voi maschi non ammettete mai nulla. Tutti uguali.
- Voi donne siete più forti dentro, lo sappiamo da sempre - le dico sorridendo. Non controbatte.
La riunione si scioglie, ce ne torniamo ognuno a casa propria dopo una giornata di lavoro e una serata impegnativa. Dopo tutto quel parlare ho sete di acqua gassata. Mi sento stanco.
Che fatica fare il diplomatico.
Il Valutatore Insegnante 

4 commenti:

  1. Zia Caterinaaaaa! Acqua gassata a gagganella, acqua gassata...
    :-)
    La tua fortuna è che tieni il corso a distanza siderale da casa mia, mi sarei iscritto con mucho gusto anche per valutare l'insegnante e alla prima occasione, sbam, bacchettata sui diti.
    :-)
    Tutte donne? Miiiiiiiiiiiiiiii, ma che culo che tieni!
    :-)

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    1. Eccoti qua! Me l'aspettavo quasi che su questo post saresti intervenuto!!! :-)
      A parte che non credo tu abbia bisogno di un corso del genere, e poi come allievo proprio non ti avrei voluto... scherzo, anzi!, un confronto sarebbe stato veramente interessante e didattico. Ma dai, che in futuro chissà, capiterà l'occasione che ci si incontra! Ciao Massimo!

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  2. E venne sbranato nella fossa delle leonesse...

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    1. ... e il naufragar m'è dolce in questo mare...

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